martedì 24 febbraio 2015

Wolrd Press Photo 2015

Il 12 febbraio sono state scelte le fotografie vincitrici della 58esima edizione del World Press Photo, il premio di fotogiornalismo piu' importante e seguito al mondo.

la World Press Photo e' una organizzazione indipendente e non-profit,fondata ad Amsterdam nel 1955, con lo scopo di supportare e promuovere le il fotogiornalismo di qualità a livello globale.
Quest'anno la giuria del premio è stata guidata da Michelle McNally,direttrice della fotografia e assistente al montaggio per il New York Times.
Sotto la sua guida il New York Times ha vinto 3 premi Pulitzer per la fotografia e ha ricevuto due premi Visa D'Or per le news.

Il vincitore di questa edizione Mads Nissen,danese classe 1979,non è nuovo al World Press Photo. Nel 2009 fu selezionato,infatti, per la Jopp Swat Masterclass grazie ad un lavoro di due anni per documentare le conseguenze umane e sociali dell'ascesa economica della Cina.

"it's resonance is universal,it is a memorable image,that's very much about love"

"what this photo shows is that a photographer in a daily life situation can telll a story that has resonance beyond the moment itself.It touches on so many things"

sono solo due dei commenti che i giurati hanno espresso riguardo la foto vincitrice.

"the core of this story is about love,and the right to love".
"i never tought i'd win,but no matter which picture you take,it's not something you should expect"
"i'm a journalist with a strong set of values about human rights,about empathy and about tolerance"
sono stati,invece, i commenti del vincitore a varie testate giornalistiche.

Un ultimo commento di un giurato alla foto vincitrice ci introduce il punto di vista,molto interessante,di Renata Ferri,membro della giuria del world press photo nel 2011 e 2012.

"you don't have to go to Africa for Ebola or Ukraine for War to be a world press photo winner!"

Questa edizione ,scrive infatti la Ferri nel suo articolo sul Post,dimostra che il WPP sta cercando nuove possibilità.La foto vincitrice non offre piani di lettura, non stratifica livelli di possibilità interpretativa ma nella sua innocenza questa foto dell’anno, consente al premio stesso di osare e di sdoganarsi dalle cronache e dagli stereotipi per aprirsi a nuovi linguaggi,continua la ex giurata.

Sono contento di constatare che quest'anno la fotografia Italiana ha tenuto alta la bandiera Italica con tanti lavori,di cui cito solo alcuni.Sicuramente degno di nota è il lavoro di Sestini,gia noto al Premio per la foto aerea della strage di Capaci,che ancora dall'alto ci ricorda le tragedie che si consumano nel nostro mare nel tentativo di molti di raggiungere le nostre coste.
Non posso non citare anche Paolo Marchetti,che ho avuto la possibilità di conoscere, di cui abbiamo gia parlato per un suo altro lavoro.
Commovente anche la vittoria di Andy Rochelli, purtroppo deceduto in Ucraina lo scorso maggio.

Finisco parlando di due grandi novità di questa edizione.
La prima è la stretta della giuria sulla manipolazione delle immagini in postproduzione.
Non mi dilungo a parlare di questo punto,perchè il dibattito che ne potrebbe uscire sarebbe lunghissimo,ma se vi interessa l'argomento vi invito a leggere questo articolo
http://www.10bphotography.com/index.php?page=ethic&lang=ita
e poi a discuterne insieme.

La seconda novità di questa edizione sono i Long Term Projects,che consentono anche a fotografi, come Darcy Padilla, che lavorano anni sullo stesso soggetto di poter partecipare alla manifestazione.
Proprio Darcy Padilla con il suo the Julie Project,di cui abbiamo gia parlato in un altro post,ha vinto il primo premio storie.

Ora vi saluto e ci vediamo tra tre settimane.
a presto
M.


martedì 3 febbraio 2015

I giorni dopo la tempesta

Alcune settimane sono passate,ormai,da quando sono arrivato e con loro è arrivato il blizzard Juno.
Non ho mai capito il perché si debba dare un nome alle tempeste o ,più in generale, ai fenomeni atmosferici. È come se dandogli un nome,cercando di trovargli un qualcosa di umano sperassimo in una loro clemenza.
Insomma cerchiamo di umanizzarli un po',forse è proprio per questo che ci spaventano...perché sappiamo di cosa é capace un essere umano.
La tempesta è stata preceduta da un discorso del sindaco di New York in persona,il quale allertava ed esortava il suo stato e ,piu in generale,tutti quelli della costa orientale a prepararsi alla peggiore tempesta di neve del secolo,qualcosa che non si era ancora visto.
"Restate a casa" il suo consiglio,"preparatevi a resistere per quattro giorni all'attacco del dio dell'inverno",probabilmente non sarà possibile in questi giorni procurarsi i beni di prima necessità.
Obbedienti alle parole del loro primo cittadino ,o semplicemente spaventati dalle minacce degli uomini del meteo americano,i cittadini hanno preso d'assalto supermercati e grandi magazzini,facendo razzia di tutto quello che era possibile procurarsi.
Per la prima volta in vita mia andando a fare la spesa ho trovato le volanti davanti al supermercato,in caso si dovesse sedare qualche animo,non si sa mai.
la tempesta tanto annunciata,alla fine, è arrivata,portando con se solamente 4 giorni ininterrotti di neve,fortunatamente gli anchorman del meteo si erano sbagliati.
La città in questo giorni sembrava come addormentata,la frenetica attività dei suoi cittadini era ridotta al minino indispensabile per la sopravvivenza,come il battito cardiaco di una persona addormentata.
Solo qualche lieve,fioco fanale di qualche coraggioso automobilisa era visibile all'orizzonte.
Seppur addormentati,sebbene ad un ritmo molto lento anche questi giorni passarono e con loro andarono via,verso nord,verso lidi ancora più gelidi,le nubi cariche di neve.
Lasciando il posto ad una insolita,almeno per un cittadino di paesi più caldi come me,atmosfera natalizia.
domenica mattina verso le 12 ,appena sveglio insomma, andai in giro per il quartiere residenziale vicino il mio albergo.
Le temperature gelate ,ancora, non davano molta tregua e sebbene avessi tanti strati,il freddo riusciva a serrare la sua morsa anche su di me.
Quello che mi trovai davanti fu un quartiere addormentato sotto una bianca,candida,coperta di neve.
Non bisogna però farsi ingannare perché subito ci si potrà accorgere del passaggio di questi abitanti del nord,piccole formiche operaie hanno già pulito per bene il loro via letto di casa,spalato tutta la neve in eccesso e sparso il sale per evitare il ghiaccio.
Qualche pupazzo di neve mi fa compagnia lungo la mia passeggiata alla scoperta del mio vicinato, rilevando il passaggio di qualche bambino che ancora vede nella neve un po' di divertimento.

A presto per un nuovo capitolo della mia esperienza americana
M.

domenica 18 gennaio 2015

la prima settimana

è ormai passata la prima settimana e questo week end si appresta a finire con il tramonto ha posto fine al giorno.
ancora non so bene cosa pensare di questo popolo e di questo stato enorme.
tranne al lavoro e nel supermercato le occasioni di interagire con questo popolo sono state molto poche.
La prima cosa che si nota, è certo, quando si arriva è che si viene immersi in uno spazio cosi vasto ed enorme da far girare la testa,ovunque si ha l'idea di spazi giganteschi,dalle loro strade enormi ai loro negozi che sembrano palazzi,passando per le loro macchine che sembrano carri armati.
sembra quasi che abbiano un bisogno innato di spazio,come se debbano in qualche modo avere un loro spazio personale in cui nessuno può entrare,un po come io lo cerco nei miei sport lontano da tutti.
Non hanno generalmente un carattere chiuso,sono piuttosto socievoli e hanno quello slang che ,in qualche modo, da loro un aria più amichevole.
La seconda cosa che colpisce quando si viene in america è che il sogno americano,lo spirito di appartenenza a questo paese lo si respira ogni giorno,a pieni polmoni,lo si vive sulla propria pelle volenti o meno.
Ad ogni angolo della strada,ad ogni porta di casa,negozio,ufficio persino sulle scrivanie si trovano bandiere americane.Quasi tutte le persone parlano di questo paese come la patria delle oppurtinatà,come se l'america potesse permettere a chiunque,dotato di forza di volontà,di riuscire nell'impresa di uscire dall'anonimato e diventare qualcuno,qualcuno con la faccia su LIFE.
La terza cosa che mi ha colpito in questi primi giorni è la loro paura del terrorismo,ho passato questi primi giorni a casa,vedendo molta della loro tv,facendomi una maratona di tv che neanche un adolescente con problemi di socializzazione,e su tanti canali di notizie si parla quasi ininterrottamente di terrorismo e allerta attentati.
Purtroppo si sa i primi giorni sono i piu duri e con pochi,anzi anche nessun amico locale,spesso si passa la giornata in casa e,almeno io,in queste occasioni si finisce a guardare molta tv.
Non che sia proprio un male,mi sono esercitato molto con la lingua in questo modo,stare dietro alle conversazioni dei film è sicuramente un ottimo esercizio,ma ripeto mi ha sorpreso molto questa presenza del terrorismo nella loro tv di tutti i giorni.Cercherò di capirne il motivo nei prossimi giorni entrando un po più in confidenza con le persone.

lunedì 12 gennaio 2015

L'alba

Seduto su una panchina di metallo all'aeroporto ancora addormentato guardo l'alba di un nuovo giorno.tante emozioni si affollano nella mia mente,nel mio cuore.questa nuova avventura sta iniziando,tre mesi oltre oceano.un tempo così breve,ma nello stesso tempo così lungo da lasciare tanti dubbi e tante domande.mai ero stato così tanto tempo lontano da Roma.inizia così con tante domande questo nuovo piccolo capitolo