Non ho mai capito il perché si debba dare un nome alle tempeste o ,più in generale, ai fenomeni atmosferici. È come se dandogli un nome,cercando di trovargli un qualcosa di umano sperassimo in una loro clemenza.
Insomma cerchiamo di umanizzarli un po',forse è proprio per questo che ci spaventano...perché sappiamo di cosa é capace un essere umano.
La tempesta è stata preceduta da un discorso del sindaco di New York in persona,il quale allertava ed esortava il suo stato e ,piu in generale,tutti quelli della costa orientale a prepararsi alla peggiore tempesta di neve del secolo,qualcosa che non si era ancora visto.
"Restate a casa" il suo consiglio,"preparatevi a resistere per quattro giorni all'attacco del dio dell'inverno",probabilmente non sarà possibile in questi giorni procurarsi i beni di prima necessità.
Obbedienti alle parole del loro primo cittadino ,o semplicemente spaventati dalle minacce degli uomini del meteo americano,i cittadini hanno preso d'assalto supermercati e grandi magazzini,facendo razzia di tutto quello che era possibile procurarsi.
Per la prima volta in vita mia andando a fare la spesa ho trovato le volanti davanti al supermercato,in caso si dovesse sedare qualche animo,non si sa mai.
la tempesta tanto annunciata,alla fine, è arrivata,portando con se solamente 4 giorni ininterrotti di neve,fortunatamente gli anchorman del meteo si erano sbagliati.
La città in questo giorni sembrava come addormentata,la frenetica attività dei suoi cittadini era ridotta al minino indispensabile per la sopravvivenza,come il battito cardiaco di una persona addormentata.
Solo qualche lieve,fioco fanale di qualche coraggioso automobilisa era visibile all'orizzonte.
Seppur addormentati,sebbene ad un ritmo molto lento anche questi giorni passarono e con loro andarono via,verso nord,verso lidi ancora più gelidi,le nubi cariche di neve.
Lasciando il posto ad una insolita,almeno per un cittadino di paesi più caldi come me,atmosfera natalizia.
domenica mattina verso le 12 ,appena sveglio insomma, andai in giro per il quartiere residenziale vicino il mio albergo.
Le temperature gelate ,ancora, non davano molta tregua e sebbene avessi tanti strati,il freddo riusciva a serrare la sua morsa anche su di me.
Quello che mi trovai davanti fu un quartiere addormentato sotto una bianca,candida,coperta di neve.
Non bisogna però farsi ingannare perché subito ci si potrà accorgere del passaggio di questi abitanti del nord,piccole formiche operaie hanno già pulito per bene il loro via letto di casa,spalato tutta la neve in eccesso e sparso il sale per evitare il ghiaccio.
Qualche pupazzo di neve mi fa compagnia lungo la mia passeggiata alla scoperta del mio vicinato, rilevando il passaggio di qualche bambino che ancora vede nella neve un po' di divertimento.
M.

Nessun commento:
Posta un commento